La difficile situazione internazionale ha indotto un sensibile rafforzamento dei controlli atti a garantire la sicurezza dei cittadini e, negli ultimi anni, i governi di tutto il mondo hanno promosso il potenziamento delle azioni di controllo del territorio e delle frontiere nell’ambito delle quali sono spesso emerse difficoltà legate alla identificazione certa degli individui. In questo contesto l’interesse verso le tecnologie biometriche è rapidamente cresciuto grazie alla possibilità di basare il riconoscimento degli individui su dati certi quali caratteristiche fisiche e comportamentali, ragionevolmente uniche e non riproducibili.
L’impiego della biometria a rafforzamento della sicurezza è testimoniato da iniziative internazionali, quali il nuovo passaporto europeo e il sistema dei visti e, per ciò che attiene all’Italia, dalla nuova Carta d’Identità Elettronica (CIE) e dal permesso di soggiorno elettronico che hanno come denominatore comune l’uso di identificatori biometrici a sostegno dell’autenticità.
Le potenzialità offerte dall’utilizzo delle tecnologie biometriche per l’autenticazione degli individui hanno fatto sì che l’interesse per queste tecnologie non rimanesse legato esclusivamente alla sicurezza fisica. Da alcuni anni sta crescendo l’interesse della PA verso l’utilizzo di tecnologie biometriche per il controllo degli accessi ad applicazioni informatiche critiche e a dati sensibili da parte del personale dipendente o dei fruitori di servizi erogati on-line, spesso in congiunzione con l’utilizzo di smart card. L’utilizzo combinato della biometria e delle smart card consente, infatti, di certificare la titolarità della carta sulla base di caratteristiche più “forti” dell’usuale PIN.
Nel novembre 2003, tenuto conto dell’importanza assunta dalle tecniche biometriche nel contesto del settore pubblico, il Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione (CNIPA) ha ritenuto opportuno approfondire gli aspetti tecnici e normativi della biometria istituendo un Gruppo di lavoro per la redazione di linee guida sulle tecnologie biometriche. Tale Gruppo di lavoro ha prodotto tre documenti sull’argomento (Quaderni Cnipa n. 9, 15 e 17) concludendo le sue attività nel settembre 2005. A dicembre 2003 è stato anche istituito un Centro di Competenza (CdC) sulla biometria con la finalità di fornire un supporto alle amministrazioni pubbliche per qualunque esigenza connessa alla conoscenza, sperimentazione e utilizzo delle tecnologie biometriche. Gli obiettivi assegnati al CdC sono i seguenti:
presidiare l’area della biometria per le P.A. centrali e locali, in forte crescita;
sistematizzare il supporto alle P.A. per tali attività, mirando a garantire:
la messa a fattor comune di conoscenze ed esperienze tecnologiche, organizzative;
una maggiore efficacia degli interventi, in termini di competenze e di assistenza alle P.A.;
il riuso di migliori pratiche;
l’allineamento a progetti internazionali con obiettivi simili;
supportare il Centro nella emissione di pareri relativi a progetti che prevedano strumenti biometrici.
Il Centro di competenza negli oltre quattro anni trascorsi dalla sua costituzione ha svolto una attività intensa, diventando un punto di riferimento in materia di biometria per le pubbliche amministrazioni italiane. Il CdC è una realtà conosciuta anche al di fuori del settore pubblico e dei confini nazionali a seguito dei contatti e rapporti di collaborazione attivati con Università ed Enti di ricerca, associazioni dei fornitori, organismi di altri paesi, strutture della Commissione Europea.
Il recente avvio di importanti progetti che prevedono l’impiego di dispositivi biometrici su vasta scala, quali il passaporto elettronico, ha posto l’accento sulla necessità di individuare criteri e regole che garantiscano interoperabilità e prestazioni adeguate e omogenee fra sistemi di organizzazioni diverse e di produttori diversi. Il raggiungimento di tali obiettivi richiede la standardizzazione dei dati biometrici (immagini e template ), dei formati di scambio e delle modalità di misurazione delle prestazioni, oltre alla possibilità di certificare o verificare la conformità dei prodotti agli standard. Particolare rilevanza assumono le attività volte a garantire la qualità dei dati biometrici acquisiti e registrati nei documenti elettronici al fine di garantire la possibilità di riconoscimento dei titolari.
Il CdC ha recentemente avviato la attività di collaborazione con l’IPZS volta a garantire:
la qualità delle caratteristiche biometriche contenute nel passaporto elettronico e negli altri documenti elettronici attraverso i test dei dispositivi di acquisizione;
la definizione di linee guida tecnica per i processi di acquisizione
la scelta dei tool automatici per il controllo di qualità dei dati acquisiti.
Tali attività potrebbero estendersi agli altri documenti elettronici e alle carte multiservizi con dati biometrici che alcune amministrazioni hanno adottato per i propri dipendenti. L’evoluzione di progetti di grandi dimensioni e il coinvolgimento in attività a ampio spettro temporale rende necessaria una pianificazione delle attività che investa un arco temporale di tre anni a decorrere dall’anno 2008 e a concludersi per l’anno 2010.
Le attività per il progetto “Biometrie” hanno investito le seguenti aree di interesse:
supporto alle amministrazioni nei progetti che coinvolgono l’applicazione delle tecnologie biometriche;
collaborazione con il laboratorio sperimentale CNIPA e con altri laboratori specializzati per la valutazione delle tecnologie biometriche per le attività di interesse;
analisi costante dell’evoluzione del mercato delle tecnologie biometriche anche attraverso contatti con fornitori presenti sul mercato nazionale e internazionale, e monitoraggio periodico delle evoluzioni nel campo della biometria in termini di standard internazionali, progetti di grandi dimensioni (passaporto biometrico, permesso di soggiorno, carta d’identità elettronica, visti ecc.), nuovi campi di applicazione e aspetti legati alla normativa vigente in materia di protezione dei dati personali;
analisi continua dell’evoluzione della tecnologia e delle ricerca sulla biometria anche attraverso contatti con centri di ricerca universitari e la partecipazione a convegni e conferenze;
rapporti con la Commissione Europea e con organismi di altri Stati Europei;
attività di comunicazione e formazione rivolta principalmente alla pubblica amministrazione, attraverso l’organizzazione di seminari e eventi presso il Cnipa, redazione di articoli, lezioni su Rai Utile o presso sedi Universitarie.