“Dove lo Stato non arriva – Pubblica amministrazione e Terzo settore”
A cura di Caterina Cittadino; prefazione di Stefano Zamagni; postfazione di Franco Bassanini
Per conto di Astrid – Passigli Editori
Un prezioso squarcio di informazioni ed elementi di approfondimento sull’importante e crescente ruolo che il Terzo settore svolge anche nei suoi rapporti, talvolta sussidiari, con la Pubblica ammi-nistrazione. A portarlo, colmando una lacuna, è il libro “Dove lo Stato non arriva – Pubblica ammi-nistrazione e Terzo settore”, curato da Caterina Cittadino, direttore generale del CNIPA (Centro Nazionale per l’Informatica nella PA), per conto dell’Astrid, con prefazione di Stefano Zamagni e post-fazione di Franco Bassanini; Passigli Editori. È sempre più difficile conciliare l’alto livello di protezione sociale, di tutela dei diritti, di qualità della vita, che è proprio dei Paesi europei, con le esigenze della competizione globale, la domanda di nuovi diritti e di nuove sicurezze, la segmentazione della società e la diversificazione dei bisogni e delle domande sociali, che caratterizza l’inizio di questo secolo. Lo Stato non ce la fa; non ce la può fare senza un ampio ricorso alla mobilitazione delle risorse della società civile, del territorio, delle comunità intermedie, della partnership con il privato e con il non profit. Al di là dei casi estremi, dove al fallimento del mercato si aggiunge il fallimento dello Stato, le ini-ziative del Terzo settore servono comunque a potenziare l’intervento pubblico e le attività dei pri-vati, e a diversificare l’offerta di beni e servizi di utilità generale, in relazione alle preferenze degli utenti. Sono cresciuti così, in Italia e altrove, lo spazio e il ruolo del Terzo settore. E si è riscoperta la sussidiarietà, un’idea più moderna e più articolata del ruolo delle amministrazioni pubbliche, del rapporto tra Stato e società civile, tra politica ed economia, tra amministrazione pubblica ed i cittadini. Un’idea non estranea alla Costituzione italiana, che riconosce le formazioni sociali come componenti della “Repubblica”, strumento fondamentale per lo svolgimento della personalità dei cittadini. Eppure troppo a lungo dimenticata. Ma il Terzo settore è una decisiva marcia in più, non un alibi o una protesi dell’inefficienza degli altri due. Se è vero che Stato e mercato da soli non ce la fanno, è vero che anche il Terzo settore non ce la può fare senza un settore privato dinamico e competitivo e uno Stato moderno e efficiente. Tra Stato e Terzo settore, in particolare, deve dispiegarsi un rapporto positivo, nel rispetto del ruolo e dell’autonomia di ciascuno: una fitta trama di rapporti di interazione, dialogo e reciproca integrazione, in parte già in essere, in parte no, connette il Terzo settore alle Pubbliche amministrazioni. Il meticoloso e utile lavoro editoriale curato da Caterina Cittadino ha così approfondito le diverse forme in cui si realizza tale rapporto: dalla partecipazione alla definizione delle politiche di interesse sia nazionale che regionale, all’analisi dei modelli di consumo etico e solidale della sfera pubblica, passando attraverso l’individuazione di casi significativi e specifici approfondimenti. Ne esce uno spaccato interessante e variegato del Paese, che permette di mettere in evidenza pregi e difetti di un sistema di relazioni finora mai esplorato. Una panoramica ricca di soluzioni e proposte concrete che aprono la strada ad un rinnovato e più organico rapporto tra Terzo settore e Pubblica Amministrazione, dove l’elemento uniformante non può che essere quello della cultura nazionale e dei valori sui quali si fonda l’identità individuale e collettiva del nostro Paese.
L’amministrazione digitale. Il diritto amministrativo nella evoluzione telematica
di Giovanni Duni - presentazione di F.G. Scoca - Giuffrè editore - 2008
L’opera riprende quasi integralmente la voce «Amministrazione digitale» dell’enciclopedia del diritto, Annali, I, 2007. Nata con intenti scientifici, si presenta in formato di breve pubblicazione autonoma di circa 100 pagine, con finalità didattiche, con il preciso scopo di diffondere l’informatica amministrativa tra gli studenti che studiano il diritto amministrativo sui manuali classici. Come sottolinea F.G. Scoca, essa ha quindi lo scopo di consentire ai Professori di diritto amministrativo di integrare i relativi programmi, affiancandola ai manuali tradizionali. Dopo una premessa terminologica ed una ricostruzione storica delle origini delle idee di dematerializzazione in Italia e di firma digitale negli USA, l’Autore chiarisce che "documento informatico con valenza giuridica" e "firma elettronica" sono due aspetti della stessa medaglia. Con questa premessa il concetto di firma elettronica non può essere aprioristico, ma discende dalle soluzioni che il diritto accoglie per dare validità al documento informatico: a livello europeo la direttiva 1999/93/CE ed a livello interno il Codice dell’amministrazione digitale. In entrambe queste fonti emerge una pluralità di soluzioni di firma elettronica, facenti capo a due principali gruppi: quello legato alla firma digitale e quello basato sulla identificazione all’accesso telematico. L’autore tratta di molti altri argomenti, quali gli atti automatici e la necessità di un coordinamento europeo. Particolare rilievo viene dato al tema del procedimento telematico come aspetto dinamico dell’amministrazione digitale, del quale auspica una normativa chiara ed eseguibile, osservando che i principali documenti amministrativi cartacei - e quindi anche informatici - sono il frutto di attività complesse a monte, con interventi di decine di enti ed uffici, la cui gestione telematica non può essere affidata all’improvvisazione del singolo dirigente. In assenza di questa normativa la situazione reale delle amministrazioni pubbliche non potrà cambiare.
Guida al CAD Con focus su archiviazione e fatturazione elettronica
di Andrea Lisi e Luca Giacopuzzi - Halley Editrice
Il percorso di innovazione digitale avviato dalla PA è oggi irreversibile. Lo dimostrano la dimensione e la disponibilità di applicazioni, la consapevolezza e la maturità raggiunta su questo tema, la crescente interazione fra domanda e offerta di servizi pubblici in rete. Cittadini e imprese stanno già cominciando a cogliere i positivi risultati della rivoluzione avviata non solo sul fronte tecnologico ma anche e soprattutto umano, indispensabile per ogni vera modernizzazione. Le pubbliche amministrazioni sono cambiate: se ne sono accorti anche i cittadini che, secondo recenti sondaggi, le percepiscono più celeri e più attente ai bisogni degli utenti. Eppure vi è ancora molto da fare: spesso infatti l’innovazione tecnologica si è solo affiancata ai vecchi sistemi e i computer hanno convissuto con i timbri e i raccoglitori d’archivio. Il Codice dell’Amministrazione Digitale rende ora indispensabile l’innovazione nella PA nel modo più naturale: da una parte offrendo ai cittadini il diritto reale, e non solo più l’astratta alternativa, di interagire sempre, dovunque e verso qualsiasi amministrazione attraverso internet e posta elettronica; dall’altra stabilendo che tutte le amministrazioni devono organizzarsi in modo da rendere sempre e comunque disponibili tutte le informazioni in modalità digitale. La Guida al Codice dell’Amministrazione Digitale di Andrea Lisi (avvocato, docente nella Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno e fondatore della prima banca dati sul diritto dell’informatica www.scintlex.it) e Luca Giacopuzzi (avvocato e tra i primi legali in Italia ad occuparsi di diritto delle nuove tecnologie) si rivela dunque uno strumento molto utile ed efficace per la concreta soluzione dei problemi che PA, imprese e cittadini si trovano ad affrontare confrontandosi ogni giorno con i nuovi diritti e doveri digitali. Il volume esamina, articolo per articolo, la rivoluzione avviata dal Codice (D. Lgs. n. 82/2005), illustrando nel dettaglio ogni aspetto della normativa. Un’intera sezione è dedicata alla conservazione sostitutiva dei documenti contrattuali, amministrativi, contabili e fiscali, materia di grande interesse che il Codice ora rende concretamente possibile. Il volume è aggiornato alle novità introdotte dal D. Lgs. n. 159/2006 e contiene in appendice tutta la normativa di riferimento. Alla stesura dell’opera hanno collaborato Marco Scialdone (giurista d’impresa) e Federica Bertoni (giurista specializzata in ICT), mentre la direzione scientifica del testo è stata curata da Luigi Viola.
Outsourcing. I vantaggi di una scelta strategica.
a cura di Simona Gervasi e Antonio Ballarin - Edizioni Franco Angeli
L’outsourcing,un’idea che ha fatto storia, viene raccontata attraverso la ricostruzione delle sue origini, l’esame delle sue dinamiche e l’ipotesi del suo futuro. Il libro fotografa l’outsourcing nell’Information Technology come una combinazione tra potenzialità fisiche ed intellettive le quali, attraverso l’interazione con la sfera tecnologica, si mettono a disposizione degli obiettivi economici e professionali, convertendo il tutto in un fenomeno sociale che, come tale ed a causa delle caratteristiche intrinseche di tutte le manifestazioni di natura sociale, è in continua evoluzione. Il volume intende fornire una lettura unitaria del fenomeno approfondendolo in tutta la sua complessità, attraverso un’analisi armonica, seguendo più approcci (storico, filosofico, economico, operativo), dandone una visione svincolata dal puro processo informatico destinato ad imprese pubbliche o private in cerca del mero risparmio, presentandolo, piuttosto, come elemento costitutivo delle moderne forme organizzative, siano esse destinate al profitto o al benessere collettivo. Un fenomeno che può essere definito come un nuovo paradigma per l’imprenditoria. Sebbene l’outsourcing, infatti, sia una tematica sulla quale si alternino continuamente posizioni favorevoli e contrastanti, non si può che riconoscere come tale fenomeno consenta alle organizzazioni un migliore orientamento degli elementi della catena del valore, incidendo in maniera diretta sulla propria visione strategica ed agendo in maniera positiva sulla competitività.
La giostra multimediale. Editoria e nuovi media nell’era della convergenza
di Giuseppe Cultrera, Cesare Protettì - Casa editrice Aracne
Questo manuale nasce dall’esperienza di due giornalisti che da oltre 25 anni si occupano delle tecnologie e dei problemi legati all’uso del computer. Entrambi redattori dell’Ansa, con ruoli diversi hanno contribuito all’ingresso dell’agenzia nella multimedialità; quindi si sono trovati, dopo la riforma universitaria, a insegnare Editoria multimediale nei corsi di laurea triennale e specialistica della Lumsa di Roma. Nel campo dell’editoria dedicata alla multimedialità il volume si pone con una sua caratteristica particolare: è destinato essenzialmente agli studenti universitari, ma è utile anche per chi vuole approfondire la materia. Per fornire uno strumento completo agli studenti, si analizzano le diverse componenti dell’editoria con la loro storia e le loro caratteristiche, per passare poi alla situazione attuale, agli sviluppi più recenti e alle prospettive per il futuro. L’obiettivo è di porre le basi culturali che permettano di affrontare gli imprevedibili sviluppi futuri.
Manuale per la qualità dei siti web pubblici culturali
a cura di Fedora Filippi - Ministero per i beni e le attività culturali - Progetto Minerva - 2^ Edizione dicembre 2005
Il "Manuale per la qualità dei siti web culturali pubblici" è stato elaborato dal Gruppo di lavoro europeo che, nel quadro del progetto MINERVA, si è impegnato nell’elaborazione di un modello di qualità del web che unisca gli aspetti tecnici con le esigenze culturali. Il volume si pone come obiettivo il raggiungimento di una piattaforma comune europea che promuova la fruizione del patrimonio culturale attraverso Internet. Da perseguire a livello internazionale è la qualità nella digitalizzazione del patrimoni culturali al fine di favorirne la diffusione e l’accessibilità in rete e creare le condizioni per la costruzione di portali interoperabili come strumenti di diffusione della cultura, per il sostegno alla ricerca, alla didattica e al turismo culturale. Riflette parte del lavoro - attuato finora - dal Progetto Minerva verso la costruzione di un modello innovativo e adeguato alle esigenze e alle richieste della nuova società dell’informazione e della conoscenza senza perdere la qualità dei contenuti culturali. Uno dei punti cardine del manuale è quello di favorire un’effettiva permeabilità tra due mondi tradizionalmente lontani, proponendo un linguaggio e un metodo di lavoro comuni, effettivamente condivisibili lungo tutto il percorso della progettazione, della realizzazione e del mantenimento di un sito Web culturale pubblico. Il problema dell’accessibilità del Web viene affrontato in modo serio e ponderato, con un approccio non necessariamente rivolto ai tecnici del settore, ma guardando a tutti gli operatori culturali. E a questo proposito, trattando di qualità , Il “Manuale” affronta anche il tema dell’usabilità, con l’enunciazione delle sue caratteristiche e proponendo l’uso di “pattern”, con esempi esplicativi. La prima parte del volume affronta gli argomenti di carattere generale: propone definizioni, principi e raccomandazioni con i quali il soggetto culturale pubblico si deve misurare in rapporto alla propria realtà. La seconda parte affronta il tema della qualità del Web e fornisce gli elementi di base per conoscere i principi che lo regolano. Infine, la terza parte opera una contestualizzazione della progettazione Web relativamente alle otto categorie di soggetti culturali pubblici, analizzando per ciascuna di esse dodici obiettivi che una realizzazione dovrebbe raggiungere. Ad arricchire il manuale la sezione appendici dove si trova un repertorio di normative nazionali e internazionali, una bibliografia e un glossario.
Progettare per tutti: ergonomia e usabilità (Tesi di laurea - Università "La Sapienza" di Roma - Facoltà di Scienze della Comunicazioni - di Costanza Spinella - Anno accademico 2004/2005)
Questa tesi nasce dall’interesse di capire in che modo la tecnologia può contribuire ad un migliore adattamento e ad una soddisfacente interazione tra l’uomo e il computer. Intende presentare l’usabilità e l’accessibilità come fattori determinanti nella qualità di un servizio web, come un importante passo verso l’inclusione di tutti i cittadini nella nuova società dell’informazione, caratterizzata da una maggiore attenzione alle loro necessità, ai loro valori umani. Sempre con maggiore urgenza gli specialisti del webdesign si pongono il problema di come rendere un sito gradevole, non basandolo solo su elementi estetici, ma su elementi più funzionali e pratici. Un sito non deve essere solo bello, ma soprattutto deve rispondere a requisiti di accessibilità e usabilità. Oggetto di questo studio è dunque trattare la progettazione di siti web usabili ed accessibili nei suoi elementi essenziali, dal punto di vista ergonomico, tecnologico, sociale, culturale e umano. Fare accessibilità significa avere delle conoscenze tecniche, aver dimestichezza con standard e raccomandazioni del w3c e non solo. Significa conoscere le persone disabili, abbattere le barriere tecnologiche che ostacolano il libero accesso alle informazioni ed ai servizi on line. Anche in Italia qualcosa si sta muovendo. L’idea di una più matura cultura dell’integrazione, inizia a prendere forma con la Legge Stanca che promuove di eliminare le barriere digitali per consentire ai disabili in particolare e alle categorie deboli in generale di partecipare attivamente alla vita sociale, senza esclusioni. In questa nuova prospettiva l’accessibilità non è tanto un investimento filantropico, quanto un modo di rapportarsi con il mondo e con le persone. Affinché nel ciberspazio venga eliminato ogni ostacolo all’espressione è necessario introdurre una cultura dell’inclusione. Per realizzare questo salto di qualità nel nostro approccio alla comunicazione, è necessario un grande lavoro di informazione e di documentazione. Su indicazione dell'ateneo l'autrice si è rivolta all’ Ufficio “Accessibilità” del Cnipa, che ha prestato – nella fase di compilazione della tesi di laurea – ampia collaborazione.
Il futuro della Memoria: la trasmissione del patrimonio culturale nell'era digitale (Atti del convegno promosso dal Comitato Tecnico Scientifico del CSI-Piemonte, Torino 10-11 novembre 2004)
a cura di: Agata Spaziante
CSIPiemonte - ottobre 2005
La tecnologia ha assunto oggi un ruolo importante per la conservazione del nostro patrimonio documentario. Un diffuso processo di digitalizzazione ha già coinvolto l’industria dell’informazione e della cultura, mentre procede ormai a ritmo incalzante la riconduzione al formato elettronico della produzione culturale del passato, dai testi a tutte le forme artistiche sonore e visive. La conservazione della “memoria digitale” si presenta tuttavia questione complessa e problematica, incidendo sulle modalità di diffusione del sapere e trasformando il ruolo dei tradizionali soggetti “produttori di memoria”. La necessità di tenere traccia anche dei mutevoli contenuti della Rete e di garantire nel tempo l’accesso e il recupero dei dati conservati richiede un ripensamento della tradizionale funzione di biblioteche e archivi e l’acquisizione di nuove competenze da parte degli attori pubblici e privati coinvolti nella creazione e nella trasmissione della conoscenza. L’uso di strumenti informatici, inoltre, aumenta paradossalmente la labilità dei documenti ed enfatizza il problema della loro durevolezza, messa a rischio dall’instabilità dell’hardware e dalla fragilità di software e supporti. L’individuazione di metodologie e tecniche che innovino le tradizionali procedure di classificazione assume dunque un’importanza fondamentale per disporre di un’informazione intelligibile e consultabile e per gestire i flussi documentali. Una riflessione su questi temi è stata promossa dal Comitato Tecnico Scientifico del CSI-Piemonte in occasione del convegno “Il futuro della Memoria: la trasmissione del patrimonio culturale nell'era digitale” organizzato a Torino nel novembre 2004. Il volume raccoglie appunto gli atti del convegno, incoraggiando un confronto in termini di azioni, metodi, modelli organizzativi, standard e buone pratiche di queste nuove forme di conservazione. Tra i temi più discussi, gli standard e i criteri per la selezione dei dati, la trasformazioni nel ruolo dei tradizionali "produttori di memoria" (archivisti, storici, bibliotecari), i rischi di obsolescenza tecnologica, l’esigenza di sviluppare tecniche di ricerca che garantiscano nel tempo il recupero e l’accesso efficiente alle informazioni, i risvolti giuridici della conservazione digitale. Il volume è organizzato in tre capitoli. Il primo è dedicato al “saper conservare per poter ricordare” ed in particolare all’analisi di attori, processi e metodi attraverso cui la conservazione della memoria si esercita. Il secondo è dedicato alle “tracce di identità collettiva” ed alla nuove tecnologie che ci forniscono un potente supporto per costruire, interpretare, trasmettere i “materiali” della nostra identità (manufatti, lingua, identità genetica, architetture, oggetti materiali, ecc.). Il terzo capitolo infine è dedicato ai “depositi di documenti digitali” ed in particolare alla presentazione di esperienze e progetti emblematici sui recenti orientamenti in materia.
Gruppi e tecnologie al lavoro
Autori: Cristina Zucchermaglio, Francesca Alby
Editore: Laterza Data di Pubblicazione: 2005 Collana: Percorsi Laterza
Cos’è un’attività lavorativa? Come cogliere tutte quelle forme invisibili di lavoro e improvvisazione locale che fanno funzionare le organizzazioni? Cos’è un gruppo di lavoro? Come cambia il suo funzionamento quando le attività sono mediate da strumenti tecnologici? Entrare per la prima volta in un qualsiasi contesto organizzativo produce una più che momentanea difficoltà a rispondere anche a semplici domande e ad assegnare significati agli eventi che ci si trova ad osservare. Quesiti, scontati per i membri della comunità lavorativa osservata, che diventano invece originali ed innovativi se intesi come interrogativi di ricerca. L’oggetto di indagine non è la psicologia di una mente individuale, isolata ed astratta, ma le interazioni di specifici attori sociali in azione in contesti lavorativi quotidiani. Una peculiarità del volume è appunto lo studio delle relazione tra “etnico” e “sociale”, non come fenomeni separati, ma come aspetti interdipendenti. Il volume vuole essere dunque un percorso che dapprima problemizza e poi cerca di rispondere a domande relative all’organizzazione dell’azione sociale in contesti lavorativi complessi. Si tratta di un’analisi dei fenomeni organizzativi raccolti in un contesto di lavoro ad alta tecnologia, quale quello di un’azienda italiana che sviluppa e gestisce portali internet. Attraverso l’ampio ricorso a dati osservativi, discorsivi e visivi, si descrive in che cosa consiste la natura sociale delle pratiche lavorative e come le tecnologie siano oggetti non solo tecnici, ma profondamente sociali.
Questione di leggibilità - Se non riesco a leggere non è solo colpa dei miei occhi
A cura di: Lucia Baracco Comune di Venezia Progetto Lettura Agevolata
Quanto influisce l’aspetto grafico della comunicazione sulle capacità visive di un lettore? In che modo la dimensione del carattere, il tipo di font utilizzato, il contrasto cromatico scelto possono condizionare la lettura di un documento? La relazione tra le caratteristiche del testo e la capacità di lettura individuale è complessa e solo parzialmente spiegata dalla ricerca fino ad oggi svolta. Giornali, libri, cartellonistica, prodotti multimediali, nonostante siano sempre più evoluti e sofisticati, risultano ancora molto spesso inaccessibili, rendono difficile lo sforzo di conoscenza ad una fascia considerevole di utenti, facendo sentire il più delle volte dei disabili a tutti gli effetti. Alla sensibilizzazione sul problema è dedicato “Questione di leggibilità”, uno strumento realizzato dal “Progetto Lettura agevolata” del Comune di Venezia. L’intento della pubblicazione è di far capire come - quando si fa informazione - ci si debba preoccupare di fornire messaggi chiari, leggibili, accessibili a tutti i cittadini, indipendentemente dallo strumento utilizzato. Il più delle volte infatti, affinché il messaggio sia efficace, non basta scrivere qualcosa, è necessario farlo in modo graficamente corretto in modo tale che anche i disabili visivi, le persone anziane o più in generale chiunque abbia disturbi alla vista possa leggere senza fatica. “Questione di leggibilità” non è né un manuale tecnico, né un testo scientifico, ma uno strumento di proposta e sensibilizzazione e si compone di cinque capitoli. Il primo affronta la questione della leggibilità dal punto di vista sociale, il secondo dal punto di vista medico con uno studio del rapporto tra acuità visiva e capacità di lettura. Si entra poi nel cuore del problema con l’esame dei singoli fattori che condizionano la leggibilità. Gli ultimi due capitoli infine sono dedicati allo studio della leggibilità in rapporto ad ambiti specifici quali il web e le tecnologie di uso quotidiano. La pubblicazione di semplice consultazione, con indicazioni pratiche e teoriche, è ricca di immagini ed esempi significativi tratti dall’esperienza quotidiana ed è destinata ai responsabili della comunicazione pubblica. Il “Progetto Lettura Agevolata”, in cui nasce “Questione di leggibilità”, si inserisce nelle attività di comunicazione e sensibilizzazione che il Comune di Venezia sta attuando, - come previsto dalla Legge Stanca - per la creazione della “città solidale”. L’iniziativa aggiunge un tassello in più alla conquista effettiva di quei diritti di cittadinanza e sottolinea l’esigenza di una comunicazione pubblica e privata efficace che tramite le nuove tecnologie, faciliti e non complichi la vita delle persone più deboli.
DTT e servizi interattivi, come e perchè della nuova televisione
Autori: Gian Paolo Balboni, Giovanni Venuti
Edizioni TILAB - dicembre 2004
La digitalizzazione della televisione terrestre è forse l’ultimo importante anello che ancora mancava nella catena che in poco più di 10 anni ha trasformato in digitale i flussi informativi e multimediali del nostro pianeta. Il libro si pone un obiettivo preciso: fornire al lettore la conoscenza delle basi tecnologiche e degli elementi di scenario che permettono di comprendere al meglio questo passaggio epocale. Oggi infatti, dopo aver tratto insegnamento dalle prime esperienze effettuate in Gran Bretagna, Spagna e Finlandia, anche l’Italia ha intrapreso il cammino che porterà nella case degli italiani il decoder digitale necessario per consentire al tradizionale televisore di visualizzare il segnale TV numerico. La diffusione della DTT comporterà una garanzia di qualità del segnale, aumenterà il numero di canali utilizzabili per l’offerta TV, faciliterà la nascita di offerte a pagamento per singoli eventi, introdurrà la possibilità di trasmettere insieme al flusso audiovisivo anche informazioni testuali o grafiche, nonché applicazioni interattive scritte in linguaggio MHP. Proprio l’interattività, costituisce la novità più importante dell’approccio italiano alla DTT: un canale digitale bidirezionale di facile utilizzo, che da un lato potrà modificare il modo con cui sono concepiti e costruiti i programmi televisivi, e dall’altro potrà essere impiegato dalle amministrazioni pubbliche per avvicinare i cittadini ai loro servizi e ridurre il cosiddetto "digital divide". Il libro fornisce al lettore un panorama completo delle componenti che intervengono in questo cambiamento: le tecnologie che stanno alla base della DTT, i nuovi servizi che tali tecnologie permettono di sviluppare, le norme che governano il nuovo mondo digitale, l’organizzazione che l’Italia si sta dando per facilitare la diffusione di questa nuova tecnologia. Infine una serie di considerazioni finali sui cambiamenti che la diffusione dei media digitali introdurrà nelle abitudini e nei comportamenti dei suoi abitanti.
Scuol@ on line
di Antonella Donati
Con la prefazione di Antonio De Vanna. Per la collana "Azienda - Easy&Professional - Edizioni Buffetti 2005
Creare un sito di un istituto scolastico conforme alla legge Stanca. Non è facile orientarsi nel linguaggio dei tecnici web e realizzare degli strumenti informativi scolastici accessibili. Per facilitare il compito delle scuole, Antonella Donati ha creato un pacchetto (libro + CD) con una serie di strumenti che guidano il webmaster, anche non professionista, attraverso tutti i passaggi della costruzione di un sito web. Il CD contiene una guida all’uso dell’XHTML (linguaggio indicato come standard per la costruzione di pagine web) ed un editor che integra (PJ Editor) un validatore in grado di controllare automaticamente che il codice rispetti gli standard, oltre ad alcuni template ed una serie di pagine di esempio. Il volume – dal carattere informativo e divulgativo - tratta la disciplina dell’accessibilità dei siti pubblici sia dal punto di vista pratico-operativo che dal punto di vista normativo. E’ completato da un glossario per prendere familiarità con le terminologie tecnica.