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I nomi nella posta elettronica



di Pierluigi Ridolfi - Componente Collegio CNIPA


Con il diffondersi della posta elettronica, si pone il problema di ricordare l’indirizzo dei nostri interlocutori. Quelli “abituali”, con i quali vi sono rapporti frequenti, potranno essere registrati nella rubrica, ma gli altri? Purtroppo non esistono regole mnemoniche generalizzate per la formazione degli indirizzi, se non nell’ambito - ma non sempre - di ogni singolo dominio. Ma, anche in questo caso, non vi sono regole uniformi. Esistono infatti numerose “famiglie” di costruzione dell’indirizzo, le più frequenti delle quali sono esemplificate nel la tabella seguente (dove con n si indica l’iniziale del nome della persona, e con c l’iniziale del suo cognome):

n.
Tipo di indirizzo
Esempio
Esempi di Amministrazioni o Società che utilizzano questo tipo di indirizzi
1
cognome@dominio
rossi@azienda.it
Cnipa, M. Interno, M. Comunicazioni, Istat
2
nome.cognome@dominio
mario.rossi@azienda.it
M. Istruzione, M. Esteri, Barilla, Enel, Ferrero, Fiat, Il Sole 24 Ore, Nokia, Telecom Italia, Trenitalia
3
nomecognome@dominio
mariorossi@azienda.it
De Cecco
4
ncognome@dominio
mrossi@azienda.it
M. Beni Culturali, M. Lavoro e previdenza sociale, Sogei, Asphi
5
n.cognome@dominio
m.rossi@azienda.it
Presidenza Consiglio, M. Giustizia, M. Attività produttive
6
n_cognome@dominio
m_rossi@azienda.it
IBM
8
cognomen@d ominio
rossim@azienda.it
Poste Italiane
9
cognome_n@dominio
rossi_m@azienda.it
Camera


Normalmente il gestore della posta elettronica in arrivo viene programmato in modo da respingere al mittente, con segnalazione “sconosciuto”, ogni messaggio il cui indirizzo non sia esattamente uno di quelli inclusi negli elenchi ufficiali. Pertanto, se l’azienda ha adottato lo standard 1, un messaggio indirizzato a “mario.rossi” invece che a “rossi” viene respinto; lo stesso accade se è stato adottato lo standard 2 e il messaggio viene indirizzato a “rossi”. Cose analoghe negli altri casi.

Per limitare gli inconvenienti che possono derivare da una scrittura formalmente non corretta dell’indirizzo, si può associare ad ogni nome “corretto” anche altri che seguano standard diversi, con ovvia attenzione a possibili ambiguità. Ad esempio, se lo standard è quello di tipo 1, all’indirizzo corretto “rossi” si possono aggiungere nell’elenco quelli di “mario.rossi”, “mariorossi”, “mrossi” ecc., come alias di “rossi”. Gli altri tipi di standard consentono soluzioni analoghe, pur di prestare attenzione ai possibili omografi.
All’interno del CNIPA è stato adottato, in modo generalizzato, la soluzione basata su un uso esteso degli “alias”. La forma standard è cognome@cnipa.it , ma viene accettata anche qualunque altra forma di indirizzo “ragionevole” e senza ambiguità. Sarà a disposizione a breve un programma che facilita la creazione semiautomatica di tutti gli alias, in modo da poter essere inserito facilmente in “Outlook”. Ciò potrebbe consentire a tutte le amministrazioni di realizzare, senza sforzo, un modo più efficace di corrispondenza con gli utenti.

Su questo tema e, in particolare, sul possibile incremento dello "spamming" per effetto del moltiplicarsi degli "alias" è gradita l'opinione dei lettori che può essere inviata all'indirizzo: nomipostaelettronica@cnipa.it.


 


 

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