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Integrazioni anagrafi

Il modello nazionale del sistema di vigilanza informatizzato sulle anagrafi comunali

Integrazioni anagrafi I servizi demografici e di anagrafe costituiscono un tema centrale nell’attuazione del piano di e-government,  nel quadro della cooperazione fra pubbliche amministrazioni, ai diversi livelli di governo del Paese. Infatti il Comune costituisce il punto di interfaccia verso i cittadini e di registrazione di tutti gli eventi che ne modificano le informazioni anagrafiche  e demografiche,  informazioni che sono trattate nelle banche dati di molteplici amministrazioni, a livello centrale, regionale locale, nonché di soggetti gestori di servizi di pubblica utilità. Il sistema integrato dei servizi anagrafici e demografici, coprendo a regime l’insieme dei cittadini (popolazione residente e italiani residenti all’estero) attraverso il collegamento delle anagrafi di tutti i comuni italiani, assicura:

  • la circolarità anagrafica tra le Amministrazioni al fine di conseguire obiettivi di semplificazione e razionalizzazione dell’azione amministrativa e della funzione statistica, assicurando la coerenza e l'allineamento delle anagrafi comunali e degli archivi delle altre Amministrazioni pubbliche a livello nazionale per la componente anagrafica e di residenza;
  • lo scambio di certificazioni anagrafiche tra i comuni e i soggetti interessati.

La realizzazione di un tale sistema di servizi richiede la collaborazione di una ampia molteplicità di soggetti, tra i quali si evidenzia il ruolo di indirizzo e sorveglianza sulla gestione dello scambio informativo da parte del Ministero dell’Interno, in una logica di non intrusività nei sistemi informativi e nel pieno rispetto dei compiti di ciascuno. Il Ministero dell’Interno, nel rispetto della legislazione vigente, di rango costituzionale, esercita la leadership  nel segmento dei servizi in questione e ha l'onere di completare il quadro normativo per la realizzazione del sistema.

LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO

L'Indice nazionale delle anagrafi (INA): viene istituito con la Legge 28 febbraio 2001 n. 26 (G.U. 1 marzo 2001, n. 50). A fissare le regole per la gestione della super-anagrafe è stato emanato il Decreto del 13 ottobre 2005, n. 240 (G.U. 23 novembre 2005, n. 273) a firma del Ministro dell'interno, di concerto con il titolare della funzione pubblica ed innovazione tecnologica. Assicurerà lo scambio delle informazioni anagrafiche in modo da associare con certezza ciascun cittadino al comune di residenza. Conterrà infatti i dati anagrafici standard (cognome, nome, luogo e data di nascita), ma anche il codice fiscale e il codice Istat del comune di ultima residenza. Saranno gli enti locali ad inviare le informazioni all'INA attraverso collegamenti telematici con il Centro nazionale dei servizi demografici. Fruitori del servizio saranno il Ministero dell'interno (per migliorare la vigilanza sulle anagrafi, individuare correttamente il comune di residenza ci ciascun cittadino e rilasciare la CIE), le prefetture, le questure e le altre strutture centrali e territoriali, l'Istat, Agenzia delle entrate (per l'attribuzione dei codici fiscali), il Ministero degli esteri (per l'aggiornamento dell'Aire), gli organismi che esercitano prelievo contributivo e fiscale, ogni altra amministrazione pubblica centrale e locale che ne faccia richiesta.

Il Centro Nazionale per i Servizi Demografici (CNSD) è stato costituito  presso il Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali - Direzione Centrale per i Servizi Demografici con Decreto del Ministro dell'Interno del 23 aprile 2002. I principali settori indirizzati riguardano le Anagrafi della popolazione residente, l’anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) e  lo Stato Civile.

La Legge 43/2005 (G.U. 1 aprile 2005, n. 75) prevede l'obbligo per i Comuni che non vi abbiano ancora ottemperato, a provvedere, entro il 31 ottobre 2005, alla predisposizione dei necessari collegamenti all'INA presso il CNSD e alla redazione del piano di sicurezza per la gestione delle postazioni di emissione secondo le regole tecniche fornite dal Ministero dell'interno. Il tutto in considerazione del prossimo completamento della fase di sperimentazione del progetto CIE e della successiva diffusione del documento elettronico a tutto il territorio nazionale.

La Legge 88 del 31 maggio 2005 (G.U. 31 maggio 2005, n. 125) identifica l'INA quale strumento della funzione di vigilanza anagrafica, il cui esercizio è demandato all'Interno e impone ai Comuni di alimentarlo con tutti i dati anagrafici in possesso e di aggiornarlo costantemente al fine di rendere i dati in esso contenuti sempre aderenti alla realtà.

In tale scenario il Cnipa - come naturale proseguimento della collaborazione instaurata a suo tempo dall'Aipa per lo sviluppo del Sistema di Accesso e Interscambio Anagrafico (SAIA) e dell’INA - mantiene uno stretto rapporto con il Ministero dell’Interno, a supporto ed indirizzo delle scelte tecnologiche nonché di raccordo, anche organizzativo, con i molteplici soggetti coinvolti. In tale contesto il Ministro dell’Interno, nella direttiva sull’attività amministrativa per l’anno 2004, ha individuato l’obiettivo di realizzare un modello nazionale di informatizzazione del sistema di vigilanza delle anagrafi comunali e di rilevazione statistico-demografica. A tal fine è stato costituito presso la Direzione centrale per i servizi demografici del Ministero, un Comitato costituito da ISTAT, CNIPA, Prefetture, ANCI, ANUSCA (Associazione Nazionale Ufficiali di Stato Civile e di Anagrafe), DeA (Demografici Associati) e l’Università di Tor Vergata, che ha delineato il nuovo sistema di vigilanza anagrafica attraverso tre componenti:

  •  un modello di monitoraggio dei dati anagrafici e delle attività dell’ufficiale demografico, con la registrazione e la valutazione sistematica dei carichi di lavoro. I parametri economici e organizzativi per la gestione dei servizi demografici sono correlati alla qualità dei servizi erogati;
  • un verbale ispettivo anagrafico, rivisitato alla luce dei nuovi adempimenti, corredato da un vademecum con i riferimenti normativi ed alle circolari, come un utile strumento di lavoro per gli operatori. Il verbale è stato integrato rispetto alle attività informatizzate di gestione dell’anagrafe, con l’obiettivo di assicurare l’integrità e la sicurezza dei dati, nonché la completezza e la correttezza dell’azione amministrativa dell’anagrafe comunale. Tale strumento è critico nel momento in cui nella maggior parte dei comuni la gestione dell’anagrafe è effettuata attraverso il contestuale utilizzo di supporti cartacei e sistemi automatizzati;
  • un modello di monitoraggio della sicurezza dei sistemi anagrafici informatizzati, articolato su due livelli d’indagine. Il primo per acquisire informazioni sullo sul piano di sicurezza comunale, ed effettuare una analisi preliminare di adeguatezza dello stesso. Il secondo livello riguarda gli aspetti tecnico-operativi di gestione della sicurezza, al fine di analizzare come il piano viene attuato dal Comune.

Nel nuovo sistema, gli Uffici territoriali di governo avranno un ruolo determinante e, attraverso la condivisione di dati e informazioni, potranno valorizzare il ruolo di collettore/moltiplicatore delle informazioni anagrafiche e statistiche e di relativa lettura ed interpretazione anche attraverso una più diretta conoscenza delle reali problematiche degli operatori dei servizi demografici comunali



 

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